MAI FARE TUTTO CON UN UNICO BRAND.

Probabilmente inizierai a leggere questo articolo con qualche perplessità, ma ti garantisco che alla fine della lettura avrai chiarezza di cosa non devi assolutamente fare nella tua attività.

Fidati.

È un regalo che voglio farti.
Sai qual è l’errore più grande che compiono quasi tutte le aziende a prescindere dalla loro dimensione?

Copiare.

Si hai letto bene. Copiare!
Ma prima di parlarti delle aziende che copiano, ti voglio fare parlare di cosa succede se non sei pronto a seguire l’evolvere del mercato.

Ricordi BLOCKBUSTER, era la più grande catena di noleggio di videocassette a livello mondiale, presente solo a metà degli anni ’90 in più di 25 paesi.
Ma che fine ha fatto?
E perché?
È stata soffocata dalla concorrenza di Netflix, dai download abusivi e dalle pay per view, nel 2013 ha definitivamente abbassato le serrande, chiudendo gli ultimi 300 store rimasti ancora aperti.
Tutto questo solo perchè non è stata abbastanza intuitiva e veloce ad ascoltare il mercato e capire verso quale direzione stesse andando.
IL MONDO DEL DIGITALE HA COMMESSO UNA GRANDE CRIMINE!
Ma c’è un’altra vittima per colpa del digitale: KODAK

“Ciribiribin Kodak” è stato per anni uno dei tormentoni più citati, imitati e amati degli spot televisivi.
Nata addirittura nel 1888 dalla volontà di George Eastman di creare macchine fotografiche anche per non professionisti, la Kodak è stata per lunghissimo tempo leader in questo settore.
Ma, surclassata dall’avvento delle fotocamere digitali prima e dagli smartphone poi, nel 2012 ha smesso definitivamente di produrre macchine fotografiche per concentrarsi solo sulle stampanti.
Chiaramente non si può più parlare di azienda leader perché oramai ha perso la sua occasione, essere il primo.
La Kodak non hanno avuto la lungimiranza, nonostante fosse il suo settore, che la fotografia sarebbe diventata digitale.
Ma ora torniamo al nostro COPIARE.
Nutella, leader indiscusso della cioccolata spalmabile, è sempre sulla cresta dell’onda, mai nessuna concorrente è riuscita a farla scendere dal piedistallo.
Ricordate:

Cosa succede se due aziende “titaniche” come Kraft e Mondelez si uniscono mettendo insieme i loro due brand più famosi per creare un nuovo prodotto? Nel caso della “Philadelphia alla Milka”…: UN FIASCO MOSTRUOSO!!!!.
L’operazione di co-branding era il frutto dell’unione tra il formaggio spalmabile Philadelphia e la cioccolata Milka. Il prodotto era esposto nel banco frigo e riportava sulla confezione i loghi dei due brand e i relativi “colori” della brand image.
Il relativo spot pubblicitario si chiudeva con il payoff “esiste davvero?” che è la domanda che ancora oggi si fanno in molti.
Il prodotto non ha avuto fortuna e non si fa tanta fatica a capire il perché.
Molti si sono lamentati del gusto del prodotto; alcuni dicevano che si sentiva troppo il sapore del latte, altri addirittura lamentavano un retrogusto “aspro”, altri ancora lo hanno definito “acidulo” e così via.
In realtà, queste sono due aziende che difficilmente immettono sul mercato prodotti dal gusto “cattivo”, dato le importanti risorse economiche che investono prima del lancio di un prodotto in blind test sul gradimento.
Ma hanno ignorato del tutto l’effetto placebo che avrebbero avuto i due brand.
Milka è nella testa dei consumatori come “cioccolata al latte”, Philadelphia invece come “formaggio fresco spalmabile”, due prodotti dal gusto molto diverso che vengono fortemente affibbiati al relativo brand e che dalla mente si mescolano anche nelle papille gustative dei consumatori.
Il sapore reale viene quindi condizionato dalla percezione dei due brand.

I co-branding difficilmente funzionano.

Questo perché nella mente del cliente, un prodotto trova spazio grazie al brand, non a due.
Nella nostra testa non c’è spazio per due brand sullo stesso prodotto.
Soprattutto se sono due brand molto forti ed indissolubilmente associati a due categorie così diverse tra loro, come il formaggio spalmabile e la cioccolata.
Se la Nutella è leader indiscussa e la Pernigotti più essere definita Co-Leader, non possiamo pensare di infiltrarci tra questi due…il fallimento è storia.
Meglio pensare ad un nuovo prodotto che vada a soddisfare qualche altra esigenza del consumatore.
Altro esempio di come uomini «esperti del marketing» delle nostre università agiscono dopo aver conseguito la laurea senza alcuna esperienza sul campo.
Ma vediamo un altro esempio.
Gli Smartphone MICROSOFT.

Azienda leader nei sistemi operativi per Personal Computer che decide coraggiosamente di lanciare la sfida ad Apple e Google per entrare nel mercato della telefonia.
In più, sempre Microsoft, decide di acquistare la Nokia, oramai fallita perché presuntuosi che il loro SO non sarebbe tramontato mai.
BOOM!
Progetto fallimentare. Ma dico. Se sei bravo a fare i sistemi operativi e sei il leader, perché andare a rompere le scatole ai leader di altri settori? Solo perché sei un colosso non vuole dire che sei onnipotente.
Sei un colosso in quello che sai far meglio, ma non sei giustificato se credi di saper fare tutto.
Brandon Watson, responsabile del rapporto con gli sviluppatori Windows Phone poi passato ad Amazon, ha dichiarato su Twitter:
“Windows Phone è morto perchè era impossibile battere Google o Apple senza che i costruttori e operatori lo adottassero. Abbiamo ottenuto alcuni dispositivi di terze parti e quasi nessun supporto da parte degli operatori. Non potevamo continuare a bruciare denaro”
Immaginate se dovesse arrivare la BMW nel mondo dei sistemi operativi dove, come già detto, Microsoft è leader e Apple è co-leader…
Lascio a te la risposta.
Ma ora parliamo di APPLE.
Steve Jobs assolutamente non si poteva definire un manager del marketing perché i suoi studi sono stati ben altri, ma come uomo marketing è oggi fonte di ispirazione.
Da sempre la sua politica è stata quella di lanciare ogni prodotto con il suo Brand.
iPOD. Non è mai stato chiamato Apple iPOD, sempre e solo iPod.
Dopo che il prodotto ha raggiunto il suo personale successo, Jobs ha lanciato l’iPhone. No Apple iPhone, ma solo iPhone. È chiaro che sono tutti marchi sotto l’ombrello della Apple, ma se uno di questi prodotti, come gli iPod, dovesse finire il suo ciclo di vita dovuto all’evoluzione del mercato, il Brand Apple non verrebbe toccato.
Per questo motivo è sempre consigliabile che dietro ciascun prodotto ci sia un nuovo brand pronto a conquistare il mercato, così da non danneggiare la storia del Brand colosso.
Spero di aver raggiunto il mio intento, spero di averti fatto intendere che non bisogna mai fare ciò che fanno gli altri, specie i nostri concorrenti più diretti. Ristoranti, pizzerie, bar, tutti uguali, mai nessuno con qualche novità da fare la differenza. E se qualcuno ci prova generando ricchezza al suo business, ecco che il vicino prova a fare la stessa cosa, ma chiaramente senza alcun successo.

Non basta copiare per avere successo, ci vuole strategia e ci vuole conoscenza dei numeri.

La tua ricchezza deriva solo se conosci i numeri della tua azienda e se sai fin dove puoi spingerti. Il semplice copiare non porta ricchezza, la tua organizzazione è diversa rispetta al tuo concorrente, esistono tante variabili da considerare.
Ma soprattutto ti serve un esperto in marketing, marketing puro, marketing diretto, che faccia per te una cosa sola…portare cliente nella tua azienda.
In ogni grande azienda di successo il responsabile di marketing è sempre il titolare dell’azienda stessa e il motivo è semplice: solo l’imprenditore ha le giuste conoscenze strategiche per raggiungere l’obiettivo!

Non è assolutamente VERO che esistono agenzie che fanno miracoli.

Non essere credulone.
Nessuno è in grado di portare al successo qualche realtà aziendale senza il totale coinvolgimento del CAPO.
Se qualcuno ti dovesse dire: «pagami e al resto ci penso io» … lascia stare e scappa!
Non è la persona giusta per te, ma questo lo sai già perché ci sei già passato…
Come molti dei miei clienti hanno fatto, adesso puoi farlo anche tu.
Contattami per un consulto e vediamo insieme quali sono le tue reali necessità.
Lasciami i tuoi dati e ti chiamo per un primo colloqui gratuito solo per conoscerci.
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